Nel 1921 si tiene sul circuito di Montichiari (BS) il Primo Gran Premio d'Italia; le auto italiane (Fiat, Itala, SCAT) vengono battute dalle francesi Ballot 3/8 LC (3000cc. otto cilindri bialbero da 107 CV, 190 Kmh). Primo e secondo arrivato, Jules Goux e Jean Chassagne. I francesi avevano vinto anche perché avevano potuto provare le Ballot sui loro circuiti: per vincere non basta una macchina competitiva ma necessitano i test; bisogna quindi disporre in Italia di una pista adeguata per provare le auto.
E allora, nel gennaio del 1922 l'Automobile Club di Milano, anche per commemorare il venticinquesimo anniversario della sua fondazione, decide la costruzione dell'autodromo nel parco di Monza. Fu costituita la società SIAS (Società incremento automobilismo e sport) a capitale privato, presieduta dal senatore Silvio Crespi [1] che a novembre di quell'anno sarà anche presidente, con Piero Puricelli consigliere delegato, della S.A. Autostrade, società fondata per la gestione delle autostrade (vedi a pag. 9).
Il primo Gran Premio d''italia disputato sul nuovo Autodromo di Monza non ebbe grande fortuna. Circa 200 mila persone affluirono a Monza, vinse Bordino su Fiat 804 davanti a Nazzaro, stessa macchina, ma solo otto auto delle 31 iscritte presero il via. Vedi a pag. https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Premio_d%27Italia_1922 cosa successe.
La nascita dell'Autodromo di Monza