I Ronchi (Filippit) imprenditori in Concorezzo 

Concorezzo [1] è una cittadina di 15,000 abitanti posta sull'asse Milano-Bergamo e più precisamente tra Monza e Vimercate. Il nome sembra derivare da cum curte regia:  Monza era infatti corte regia ai tempi della longobarda Regina Teodolinda e "il capitolo di S. Giovanni Battista nel maggio del 892 riceveva le terre di Concorezzo dai Benedettini di S. Ambrogio di Milano"[2]

Concorezzo, già nominato borgo nel 1300, vanta origini antichissime. 
La famiglia dei Concorezzo appare già nel 870 negli Archivi della ​Biblioteca Ambrosiana con Odelfreto del fu Iselprando de Concorezzo: molti della famiglia sono notai. 

Nel 1200 Concorezzo era il centro italiano della eresia Catara o Patarina [3] o Poverelli di Concorezzo; la Ecclesia de Concorezzo si forma alla fine del 1100 e resisterà fino ai primi decenni del 1300. I "catari concorezzesi si mantennero fedeli al legame con la chiesa bulgara"[4], i ​cosiddetti  Bogomili, in antitesi ai più radicali Catari Albanesi di Desenzano del Garda, altro importante centro cataro.

Concorezzo vanta una importante chiesa neoclassica progettata dal marchese Luigi Cagnola nel 1804 che ne curò personalmente le fasi di costruzione dal 1810;  la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano fu aperta al culto nel 1821;  fu poi ampliata a fine 1800 su progetto dell'architetto Virginio Muzzio che rispettò scrupolosamente l'aspetto originale.

Concorezzo vanta anche un pregevole monumento ai caduti, opera insigne dell'illustre Prof. Ernesto Bazzaro, monumento  meno imponente dell'analogo monumento di Monza di E. Pancera ma certamente meno enfatico.


A sinistra il monumento nella sua collocazione originale (1940) e sotto come è oggi

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  1. Le informazione su Concorezzo sono ricavate da Memorie Storiche di Concorezzo, N. Farina, Tipografia Borsa-Monza- 1932 e da            Storia di Concorezzo, F. Pirola, GI. Ronchi srl, Concorezzo, 1978
  2. Memorie Storiche - pag. 1
  3. Esiste tuttora la Via Paterini, nominata dal sindaco Spinelli nel 1867 con grande scandalo del parroco d'allora Don Bonomi
  4. Storia di Concorezzo - pag. 141
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