1919-1920 - Piero Puricelli: "Fu in quel tempo che pensai all'Autostrada: il progetto, del mio pensiero, ebbe le sue origini non soltanto nell'idea di creare la strada moderna per eccellenza, dedicata al solo traffico a motore, ma anche nella mia ansiosa ricerca di un mezzo per "sfondare" l'accerchiamento dell'apatia e dall'incredulità generali...."[1]
Il 13/11/1922 l'ing. Puricelli presenta a Mussolini, da qualche giorno diventato presidente del Consiglio del Regno d'Italia, il progetto dell'autostrada Milano-Laghi e ottiene il via. Il 18 dello stesse mese viene costituita la S.A. Autostrade, “avente per iscopo la costruzione e l’esercizio di strade automobilistiche riservate ad autoveicoli con ruote a rivestimento elastico ed in ispecie la costruzione di una prima rete nella zona Milano-Laghi Lombardi." Ne sono presidente il Gran Uff. Dott. Silvio Crespi e consigliere delegato il Gran Uff. Ing. Piero Puricelli.
Inizia la progettazione dell'autostrada e la produzione dei macchinari della Puricelli deve necessariamente adeguarsi.
Guido Ronchi alla sua scrivania di direttore della Puricelli
Il 21Settembre 1924 viene inaugurato il primo tratto della Milano-Varese.
Per quel primo tratto, che univa la zona di Lainate a Gallarate (oggi A8) a
una sola corsia ma con caselli di ingresso e uscita ogni 5 km circa, furono
necessari più di tremila espropri ma bastarono appena 15 mesi per la sua costruzione.
Al completamento di questa autostrada ne seguiranno altre: Milano Bergamo, Roma-Ostia, Firenze-Mare ecc..
Puricelli non si limita alle autostrade ma cerca di convincere le amministrazioni pubbliche alla asfaltatura delle strade, scontrandosi con mentalità arretrate e pigre: "Nella nostre case cerchiamo di avere tappeti: la polvere rappresenta il tappeto della strada: lo abbiamo e voi vorreste toglierlo" [1] gli rispose l'ingegnere capo di una provincia.
Piero Puricelli è all'apice della sua carriera: nel 1923 è nominato Membro del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, nel 1927
riceve la laurea honoris causa dal Politecnico di Milano e nel 1929 diventa Senatore e presidente
dell'Ente Autonomo Fiera di Milano, carica che manterrà fino al 1942.
D’Annunzio lo definisce “maestro di vie nuove"