I Ronchi (Filippit) imprenditori in Concorezzo 

In Concorezzo nel 1500 si sviluppa la produzione di aguggie,cioè aghi e "specialmente .....quegli spilli con la capocchia di vetro di cui ancora qualche esemplare lo si vede usato dalle nostre vecchiette"[1]. Gli aghi erano prodotti anche a domicilio, in smart working diremmo oggi, spesso da fanciulli e fanciulle ( ma attenzione in luogo separato) [2]  e venivano esportati finanche in Inghilterra. 
 
Per questo i concorezzesi erano chiamati gugireu, e ciò li distingueva ad esempio dai monzesi luganeghit.

Ma i soprannomi a Concorezzo, come usuale nei paesi brianzoli ma non solo, erano applicati anche alle famiglie, note più col soprannome che col cognome. I miei amici Bonatti erano i Cubass, con evidente riferimento alla conformazione fisica, mentre i Ronchi erano i Filippit, probabilmente ​perché il nome Filippo si ripeteva da nonno a nipote, alternato a Guido.

E infatti il primo Ronchi di cui abbiamo notizia è un Filippo (10/2/1840  - 25/2/1932), fabbro e garibaldino [3].
Il 10 giugno 1859, dopo aver sconfitto gli austriaci a Palestro e Magenta, "un distaccamento di cacciatori delle Alpi, il corpo scelto delle camicie Rosse di Garibaldi alloggiò (a Concorezzo) nella corte dell'oste Caldarini il quale fra l'altro somministrò 31 boccali di vino " [4].
Probabilmente in quell'occasione il diciannovenne Filippo si unì ai garibaldini che il 12 giugno ripresero ad inseguire gli austriaci per sgominarli a Solferino; in famiglia Ronchi si ricorda peraltro che la mamma di Filippo, nient'affatto soddisfatta della fuga, raggiunse il figlio e lo riportò a casa.
Filippo doveva essere un valente tecnico se il Comune di Concorezzo gli affidò, nel 1874, "i lavori per un sistema meccanico per estrarre l'acqua" da un pozzo sito nel comune.

Filippo aveva certamente anche una spiccato spirito imprenditoriale: nel 1898 lo vediamo Costruttore e Riparatore di Biciclette con Fabbrica di Rete Metallica In Concorezzo

24-12-1898 -Archivio Storico Concorezzo

Filippo, marito di Lucia Calloni, era certamente a capo di una famiglia benestante: possedeva una bella abitazione con annesso un vasto capannone-officina nel centro di Concorezzo, in Via Manzoni; ma era anche proprietario di terreni agricoli in quel di Cornate D'Adda, in località  Villa Paradiso, lungo l'Adda. Doveva essere un personaggio di spicco nella comunità ​concorezzese se il Farina, nelle sue citate memorie, più volte lo nomina e gli rende omaggio ricordandolo "morto sul principio di quest'anno"

 L'abitazione ex Ronchi oggi

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  1. Memorie Storiche, pag. 4
  2. Storia di Concorezzo, pag. 264
  3. Memorie Storiche, pag. 21
  4. Memorie Storiche, pag. 15
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