I Ronchi (Filippit) imprenditori in Concorezzo 

Nel 1930 Guido Ronchi compie un lungo viaggio (1 ottobre-11 novembre) negli USA (New York, Washington, Annapolis, Arlington, Chicago, Detroit, New Jersy) e Canada, dove visiterà impianti stradali, cantieri e fabbriche di macchinari stradali.
                        

1/10/30-Guido Ronchi, primo a sinistra, si imbarca sulla M.N. Augustus in partenza per gli USA

Arlington-Pista di prova per pavimentazione stradale in mattoni vetrificati

New Jersy- macchinario stradale

Anche l'ing. Puricelli raggiungerà Guido negli USA dove vengono ricevuti alla Ambasciata italiana e non mancheranno di visitare le cascate del Niagara 

Ott. 1930 - Washinton - ricevimento all’ambasciata italiana-Guido è il primo a desta

Nov. 1930 - Piero Puricelli alle cascate del Niagara  - Archivio Ronchi

Ma le fortune dell’ing. Puricelli hanno iniziato a venir meno:  “nonostante nel 1933 avesse ottenuto dal duce un appalto speciale per la costruzione di 1600 km di strade, l’anno seguente la Puricelli scivola verso il fallimento a causa della crisi economica internazionale e della gestione dissennata del suo fondatore.” [1]

Anche la S.A. Autostrade, la società di gestione delle autostrade, va male a causa della crisi finanziaria del 1929 e delle errate previsioni di transito dei veicoli (si prevedevano 1000 transiti giornalieri, mentre nel 1925 erano 800): nel 1933 l’IRI le revoca la concessione delle autostrade finallora costruite.

Nel ‘36, per evitare il fallimento, su insistenza di Mussolini, nella Puricelli entra l’IRI che toglie a Puricelli la gestione della società, nominandolo peraltro presidente. 

Nel gennaio 1940 Vittorio Emanuele III lo nobilita col titolo di Conte di Lomnago.

Alla crisi societaria avevano concorso anche i comportamenti di Puricelli, rivelatosi troppo accentratore e incapace di creare – contestualmente all’aumento delle dimensioni dell’impresa – un’adeguata organizzazione amministrativa e contabile. Stando alle fonti IRI, inoltre, era afflitto da certa megalomania e conduceva un elevato tenore di vita.” [1] Ovviamente ben diversamente la pensa Puricelli che racconta la sua versione dei fatti in un lungo memoriale  datato 1939-40 che traccia la storia delle costruzioni stradali italiane. [2] In una sua lettera del 1944 all’allora Presidente del Senato scrive tra l’altro “…A lavoro ultimato mi venne tolta la società ed in modo non certo legale,...”. [3]
Alla fine del 1940 la Puricelli era risanata e diventa Italstrade SA. Negli anni novanta IRI cede Italstrade a Fintecna SpA che prima della fine dello scorso secolo la cede al gruppo Astaldi; nel 2019 Astaldi, con l'entrata di CDP e Gruppo Salini-Impegilo, diventa Progetto Italia che dal 15-5-2020 si chiama Webuild

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  1.  https://www.treccani.it/enciclopedia/piero-puricelli_%28Dizionario-Biografico%29/  
  2. Memoriale di Puricelli-Milano 1939/40-Archivio Storico del Senato della Repubblica
  3. 1944 - Lettera di Puricelli al Presidente del Senato
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